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Vittorio Emanuele a Campolongo

Vittorio Emanuale
Vittorio Emanuale

Il 24 maggio 1915, Campolongo venne occupata dalle truppe italiane, nell'ambito di una nuova apertura del fronte di lotta del secondo conflitto mondiale che vede l'ingresso dell'Italia.

Per più di due anni il paese si riempì di militari, arrivando ad ospitarne fino a 12000. La gran parte di questi soldati si tratteneva a Campologo il tempo necessario al riposo,rapppresentando così una retrovia prima del ritorno sul bollente fronte del Carso.

Villa Marcotti fu sede di un comando importante, quello del XIII Corpo d'Armata, e quindi meta di numerose visite di rilievo quali quella del Presidente del Consiglio Salandra, del ministro francese Barthou e soprattutto del re Vittorio Emanuele III che salì più volte sul campanile per poter seguire meglio le operazioni militari del Carso. "L'Italia aveva dichiarato guerra all’Austria e la mattina del 24 maggio del 1915 le truppe varcarono il confine.

La sera del medesimo giorno giunse a Campolongo il 13° Fanteria. L’indomani nel pomeriggio mi fu chiesta da un ufficiale del Comando la chiave del campanile che fu occupato militarmente; davanti la porta stazionava la sentinella; sopra vi erano i soldato osservatori; i vani delle bifore della cella campanaria furono otturati con sacchi riempiti di terra, le campane non suonarono più e furono concessi soltanto alcuni rintocchi a Natale e a Pasqua. Su questo campanile durante le prime settimane di ostilità vi saliva, non dirò tutti i giorni, ma quasi, Sua Maestà Vittorio Emanuele III. Il Campanile di Campolongo rimase ben impresso nella memoria di S.M. perché ai rappresentanti del paese che nel 1922 si erano recati a Monfalcone a rendere omaggio alle LL.MM., il re disse le testuali parole: “ Campolongo! Oh ricordo bene il vostro campanile”.

Il 6 giugno 1915 si svegliava caldo di luce e di sole. Sin dalle prime ore di quella mattina primaverile sul fronte di Sagrado infuriavano i cannoni. Bisognava averli sentiti! S.M. si trovava sul campanile in osservazione. Davanti la chiesa era ferma l’automobile reale. I reali carabinieri in osservazione mentre qualche curioso aspettava S.M. per ossequiarlo. (testimonianza di Don Parmiggiani).

Linee difensive della destra Torre

Nelle campagne tra Campolongo e il torrente Torre videro crescere una poderosa linea di trincee in cemento armato, con postazione per fuciliera e mitragliatrici: la linea “Cadorna”, che doveva servire, continuando lungo tutta la riva destra del Torre, a bloccare un eventuale sfondamento austriaco del fronte carsico durante la Grande Guerra. Molte di tali trincee rimangono tutt’ora a testimoniare quei tragici giorni. Queste difese non furono utilizzate in quanto lo sfondamento del fronte a Caporetto, il 24 ottobre 1917, costrinse la III Armata italiana, nel cui ambito d’azione si trovava Campolongo, a ritirarsi per non venire accerchiati.